Laggiù il Pinotage

La potenza del Sudafrica

Dalla sua etichetta estiva e disimpegnata sembra ci si debba aspettare un vino che può scivolar via durante un raduno. Un vino da bere senza impegno e da chiunque. Invece.

Forse una prevedibile indicazione arriva dal ritratto di questi avventurosi personaggi che sfidano il mare con le loro tavole da surf. Abbiamo detto ‘laggiù’ perché molto a sud del continente europeo, dove si incontrano le correnti oceaniche del Benguela dall’Atlantico e di Agulhas dall’oceano Indiano. Ma anche ‘lassù’ perché si tratta di una zona a 700 mt s.l.m. dove si erge il Babylonstoren, un massiccio paragonato dai locali alla Torre di Babilonia. Alla composizione granitica del terreno si deve la qualità di questi vini provenienti dalla zona di Paardeberg, compresa tra Malmesbury e Paarl.

In evidenza a sud di Malmesbury il massiccio Babylonstoren

La varietà che ci interessa, il pinotage, è un vanto regionale poiché unisce i punti forti del pinot noir e del cinsault: dal primo la capacità di maturare grazie alle correnti fredde; per l’altro una resistenza alle alte temperature. A una certa distanza dalla costa, le alte temperature durante il giorno bilanciano il freddo notturno conservando acidità nel grappolo: sono queste alcune delle condizioni con cui Stephan Basson, alla guida della Babylon’s Peak, si deve confrontare per una macerazione a freddo e una settimana di fermentazione in tini aperti, poi barrique da 225 lt per 12 mesi.

Apriamo questo The Wedge 2017 carico e carnoso per domandarci come gli aromi terziari siano venuti fuori in così poco tempo. In sequenza una raffica di sentori maturi che indicano compostezza ma senza garbo, come un moschettiere che viene provocato e che, alla fine, è costretto a sciabolare per non soccombere.

Arriva già carico e fornito al naso, diremmo compiuto. Non può deludere nella sua compostezza perché pieno, magari fatto per esibire un fascino fuori luogo perché il luogo non è adatto o perché non c’è bisogno di troppi valori. Sarebbe come mettere Platone in Parlamento e dire che è troppo inattuale. Dunque, essere inadeguato non per la fattura ma per le ambizioni di un sapore che rischia di non essere capito.

Da bere anche senza accompagnamento, come un vino da meditazione in virtù della potenza. Speziato e affumicato, vira tendenziosamente al cioccolato ma conservando amarena e noci tostate. Nel bicchiere non è troppo pieno, con qualche riflesso violaceo.

Come sempre Zum Wohl…alla vera salute!

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