Casale Vallechiesa

Bombino, Bellone, Cesanese: tre alfieri del Lazio

Durante la nostra solitaria esplorazione nella zona a sud-est della Capitale ci imbattiamo in un bel progetto. Precisamente sulla via di Pietra Porzia si trova Casale Vallechiesa, azienda con una storia ormai consolidata che da qualche anno ha scelto un elegante allineamento grafico per etichette che potremmo giudicare da subito erranti tra le varietà più note del Lazio: malvasia, grechetto, bombino e bellone, con l’educata intrusione di cesanese e syrah.

Con un’offerta che spazia dalla normale degustazione alla visita dei vigneti e delle antiche cisterne romane, Casale Vallechiesa si presenta con più di un secolo di storia ed è pronta a offrire in modo professionale e rappresentativo un taglio interpretativo dell’eccellenza vinicola laziale.

È così irrilevante la distanza da quel vulcano che 700.000 anni fa minacciava la zona che i terreni hanno mantenuto una fertilità sorprendente e in grado di favorire la vigna. Circa sette kilometri separano la bocca del gigante dalla zona di produzione e parte della pendenza che da Frascati degrada verso Roma contribuisce a un’esposizione ottimale. Non ci dirigeremo, tuttavia, all’assaggio del loro Frascati Superiore, che pure promette bene, ma a due varietà meno battute e da incoraggiare. Ci sentiamo inoltre di consigliare una prima visita in azienda per acquistare qualche bottiglia da degustare con il panorama mozzafiato del Tuscolo e raggiungibile dalla celebre via sacra.

Veduta dal Tuscolo in direzione Rocca di Papa

Un grande duello tra i due bianchi scelti in rappresentanza del sorprendente panorama enologico laziale: oltre a fare il paio con Solo mia (malvasia puntinata), con Solo Lui ci troviamo di fronte alla chiara idea di valorizzare la complessità del monovitgno affinché la direzione sia inequivocabile e sicura. Degustiamo un bombino in purezza del 2017 (13%), varietà molto diffusa in Puglia e Basilicata e disponibile anche ad assemblaggi con uve a bacca nera. Molto frequente in zona, è un vino che appassiona e piace, di slancio e non troppo impegnativo per il palato. Sambuco e pesca bianca per freschezza e cremosità, con un bel finale agrumato, molto adatto agli aperitivi e alle distrazioni. Anche se lo consigliamo con crudi di mare e pesce alla griglia, lo abbiamo provato con una Schnitzel di pollo profumata alla salvia.

Ad accompagnarlo nel modo più degno e fraterno un bellone in purezza del 2017 con pari gradazione alcolica. Ribello il nome scelto per questo bellone esemplare, con più corpo e struttura, altra intensità e maturità di frutta. Forti i sentori di albicocca e pesca, con un allungo di rosmarino nel finale. Morbido e lungo, lo riteniamo perfetto per piatti accompagnati da pecorino stagionato.

Proseguiamo con Oniro, un cesanese del 2017 con 14 % alcolici. Molto caldo al naso e di intensità medio-alta, presenta una combinazione di fragola e more prima di rilasciare un leggero pepato nel finale. Al palato rimanda a un Corbières, quindi alla compattezza che solo nei migliori casi evolve, con note di amarena e lampone. Denso e avvolgente, lo abbiamo provato con saltimbocca carichi di salvia. La potenza alcolica propone di aspettare qualche tempo ma riconoscibile in bevibilità ed eleganza.

Come sempre zum Wohl… alla vera salute!

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