Chateau d’Arlay: Jura al naturale

Trousseau sperimentale e di classe

È l’etichetta a informarci che stiamo bevendo la bottiglia n. 245 su 1205 bottiglie prodotte. Si era data la giusta combinazione di elementi al Salon des Vignerons Indépendants di Strasburgo per conoscere la storia e gli interpreti moderni di questa antica tradizione. Stiamo parlando dello Chateau d’Arlay di cui avevamo già notato in un articolo la singolarità tanto da elencarla assieme ad altre autorevoli rappresentanze durante quella rassegna:

Torniamo in Jura a trovare lo Chateau d’Arlay, luogo suggestivo che lega il proprio nome a Gerard de Roussillon come prima occorrenza cronologica e vede comparire nel 1269 il nome di Jean de Chalon-Arlay, primo ad avere un rapporto diretto con il vino. Ci accoglie, sempre disponibile e con la bonarietà vissuta di un uomo di esperienza, Alain De Laguiche alla guida della casa vinicola. Molto particolari le etichette che, a dire degli attuali gestori, non possono essere adattate al rigonfiamento della tipica bottiglia di questa regione e che presentano tuttavia estrema riconoscibilità. Qui l’operazione ‘vino-territorio-storia’ si fa sentire e il ponte con la tradizione è davvero solido. Si tratta, inoltre di vigne molto anziane, in grado di garantire basse rese. Abbiamo provato il Trousseau 2016 e la cuvée Reserve (Pinot Noir, Trousseau et Poulsard), quest’ultima molto rappresentativa perché risultato di annate diverse e classificata come ‘Vin de Maison’

Stiamo per entrare in un vitigno che occupa il 5% della proprietà, il Trousseau, delicato da lavorare e in questo caso prodotto in modo naturale a seguito di vendemmia manuale e senza filtraggio. Vino del 2016 con 13% di portata alcolica. Già molto articolato al naso, con ribes nero e amarena, prugna, speziatura e un graffio di eucalipto. Il generico tono animale evolve in fungo e terriccio mantenendo una base intensamente ferrosa. Vino ancora giovane per il palato, con buoni frutti rossi e un’acidità sostenuta, fresco, avvolgente, dal tannino non faticoso e molto arieggiato. Un finale medio-lungo lo rende adatto anche alla parmigiana di melanzane.

Copyright Chateau d’Arlay
Copyright Chateau d’Arlay

Per un naso così intenso, un’etichetta cavalleresca e, a suo modo, capace di elevazione. Sicuramente un luogo da bere e visitare!

Come sempre zum Wohl… alla vera salute!

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