Sangiovese Purosangue

SANGIOVESE PUROSANGUE 2019

Il vessillo della Toscana in tutta la sua potenza

Era la nostra tappa fuori porta questa edizione di Sangiovese purosangue 2019, l’evento organizzato dall’Enoclub di Siena dedicato al più strategico dei vini toscani che tanto piace e fa parlare di se da sempre. In questi giorni a Siena presso i Magazzini del sale più di 100 produttori per valutare in lungo e largo la complessità del ventaglio aromatico-gustativo di questo vino che è sempre in grado di assumere tonalità sottilmente differenti secondo provenienza e tecniche di affinamento.

Come prevedibile, non c’è stato modo di assaggiare tutto. E il modo dipende sempre dal tempo a disposizione e soprattutto dalla resistenza. Per questo il vinokrate guarda dapprima all’etichetta, perlustra il suo spazio millimetrico per scovare un’aderenza necessaria tra contenitore e contenuto. E, suggerito da queste premesse, inizia a esplorare. Per illudersi e disilludersi. Sulla disillusione non vale mai la pena soffermarsi, a parte quando è tanto sconvolgente da suggerire a qualcuno di cambiare mestiere.

Parliamo di illusione. Quella del vino, che convince, trasporta, sconvolge. L’illusione immaginifica di un viaggio che nulla spartisce con la bevuta, con il suo dissesto alcolico. Ma che si pianta con forza nel racconto di persone che vogliono imparentarsi col vino, che lo bevono, lo traducono, lo sognano. Affronteremo il racconto con 4 realtà che hanno di certo imprigionato la magia del vino distinguendosi per coerenza ed eleganza.

Le VERZURE, Senza nessuno accanto

Potrebbe suonare come immodestia, ma la volontà di produrre vino in un luogo piccolo e unico ha trasportato i proprietari di Le Verzure in questo viaggio di recupero ed isolamento. Quasi sette ettari di vigneto protetti da bosco e non facili da lavorare agli inizi di questa impresa. Affabilità, cortesia e impegno hanno guidato il racconto di un’azienda che vinifica in anfora due dei quattro vini prodotti con metodo biodinamico, includendo massima attenzione al terreno e alle fermentazioni spontanee. Molto intrigante il Bianco Augusto, blend di Malvasia e Trebbiano dal colore accecante e profondo, con fermentazione e affinamento in anfora. Molto intensi anche il Bruno e il Rosso Bruno, la cui carica, pulizia e freschezza ci hanno davvero stupito. Ottima scelta per chi arrivasse da Buonconvento dopo aver visitato il Chiostro degli Olivetani.

Le Vezure, Bianco Augusto

CAMPI NUOVI, Natura naturans

Ancora un progetto che mette l’ambiente in primo piano. Conosciamo Daniele Rosellini e con poche parole – il vino a volte non ne ha bisogno – raggiungiamo i due Montecucco Sangiovese e Riserva. A ca. 350 mt s.l.m. e con esposizione sud sud-ovest, i vigneti sono trattati con massima cura in una zona che già si distingue per tutte le particolarità idrogeologiche che provengono dalla prossimità al Monte Amiata. Vini carichi, poderosi e compatti, con frutti rossi maturi e spezie. Asciutti nel finale e molto accurati. Un esempio di stile e compostezza.

BINDELLA, Tecnica e savoir per crescere in fretta

Trent’anni per passare da meno di tre ettari a un’attenta diversificazione dei terreni e alla costruzione di una cantina all’avanguardia. Si torna nella zona del Montepulciano per conoscere il Vallocaia Riserva 2015 di Bindella, un blend di Sangiovese e Colorino. Giusta combinazione tra un terreno in prevalenza sabbioso e le condizioni climatiche che contraddistinguono l’area del Montepulciano, il vino è piacevolmente vellutato e composto, conserva la sua eleganza ma soprattutto risponde alla necessità di far comprendere e diversificare in modo trasparente i terreni che progressivamente sono stati destinati a integrare il processo di espansione aziendale. Avere dimestichezza con questa idea di apertura, fornire gli strumenti di comprensione a distanza, molta perizia nella stesura di contenuti e accuratezza nella comunicazione sono tutte qualità che traducono ottimi prodotti. Da visitare, capire, apprezzare.

PODERE GUSTO, Tradizione diffusa con cura

Si è ricomposto il team familiare capitanato dai due fratelli Tarcisio e Agostino che, arrivando dal Friuli, decidono di puntare ancora sulla zona limitrofa al Monte Amiata per fondare Podere Gusto, un giusto mix tra terreno vulcanico, brezza marina e diversità geologica. Tre scelte in rassegna, due annate di sangiovese e il blend Spavento (50% Sangiovese, 35% Syrah, 15% Alicante Bouschet). Del 2015 un Sangiovese corposo, pieno e avvolgente, carico di frutta e con tannini morbidi. Da provare con attenzione anche il blend in cui il Syrah gioca un ruolo chiave nella definizione della morbidezza e tonalità del sapore.

Come sempre zum Wohl… alla vera salute!

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