L’altra Toscana si fa avanti con ‘mareMMMa 2019’

L’altra Toscana si fa avanti con mareMMMa 2019

Sono state 53 le aziende in mostra a Roma per mareMMMA – La natura del vino, evento che ha chiamato a raccolta le eccellenze vinicole per la DOC Maremma Toscana, la DOCG Morellino di Scansano, la DOCG Montecucco Sangiovese e la DOC Montecucco.

Non poteva essere più rappresentativo il set scelto per offrire un’esperienza della dissonanza. Diciamolo subito: in senso buono. Struttura iniziata nel 1560 e impreziosita da giardini monumentali che compongono un cortile interno ammantato di statue titaniche e doppio ordine di colonne, la splendida galleria del cembalo di Palazzo Borghese resta ben apprezzabile anche da via di Ripetta soprattutto per il soprannome che ne ricorda la forma. Ma è all’interno di questa monumentalità che ha preso vita ciò che abbiamo definito sommessamente dissonanza.

Quando parliamo di dissonanza non intendiamo la disarmonia che rompe una continuità ma una voce altra, che riprende senza duplicare, che nasce da un luogo affiancato e che lo identifica prima o al posto di un altro. La Maremma è dissonante perché è l’altra Toscana, quella che sta ampliando la propria cultura dell’accoglienza per vincere il successo ormai radicato nell’entroterra senese. Solo pochi esempi per una toccata e fuga romana e senza la pretesa di condensare ed esaurire tutta la varietà della proposta.

Sono tre le fasce montuose che da Bolsena salgono in parallelo verso Grosseto e che delimitano un’area in cui l’esposizione è sempre assicurata sul versante sud. Grande ventilazione per mantenere le uve asciutte, elevata escursione termica annuale e composizione del terreno con lave tufacee garantiscono un prodotto vinicolo di qualità in tutta la zona. Un piccolo viaggio fuori porta a tema vinicolo lo vale anche la prossimità alla diritta e molto ramificata via Francigena che ancora costituisce una dorsale deantropizzata di grande fascino per incontrare vecchie atmosfere aldilà delle mura urbane.

Zona da sempre dedicata alla coltivazione della vite, questa Toscana meno altisonante, con una regione costiera ampia e variegata, non dovrebbe, almeno dal punto di vista qualitativo, soffrire il confronto con la produzione più acclamata di quel Sangiovese chiantigiano, capostipite della tradizione che ha reso infallibile la notorietà internazionale di questa varietà. Dal Montecucco al Morellino, queste denominazioni raccontano vini carichi e complessi ma anche vini quotidiani, la cui freschezza è e deve restare un tratto distintivo.

© Otto Ettari

Per 8 Ettari proveniente da località Montenero a Castel del Piano assaggiamo un Sangiovese Montecucco nelle versioni 2015 e 2016. Stessa progressione per il Sangiovese Riserva. Con Gianni Bartolomei discutiamo della carica eversiva dell’annata più recente, sicuramente dotata di maggiore carica e densità, con i tipici profumi di viola e frutti rossi ma meno inclinata verso le decisa assolutezza del sangiovese. Un progetto a cura di Manfred e Andreas Kunert che ben racconta l’integrazione del sogno italico in una regione di lunga tradizione.

© Cantina Vignaioli Morellino di Scansano

Grande sorpresa con la Cantina Vignaioli Morellino di Scansano punto di riferimento dal 1972 e oggi con ca. 600 ht di vigneto. In quest’occasione proviamo la gamma completa offerta dalla bottiglia schiacciata: il Ciliegiolo dai sentori di rosa e cacao rosso molto marcati e un naso morbido nel complesso e piacevolissimo; il Morellino vinificato in acciaio, giovane rampollo tra vecchi anziani e il Morellino biologico che conserva freschezza anche se con qualche punta di timidezza in più; infine con il Morellino Riserva, dal naso erbaceo e speziato, maggiore l’acidità percepita per un vino che con tutta probabilità necessita di tempo per esprimersi al meglio. Se di passaggio, da consigliare anche una visita presso il convento di San Pietro al Petreto, nel secolo XIII residenza degli Aldobrandeschi poi divenuta struttura religiosa nel 1507. Sarebbe bello raggiungere questi luoghi ripercorrendo l’antica Francigena e ammaestrando gli spostamenti nord-sud con piccole incursioni nell’entroterra collinare.

© Cantina Vignaioli Morellino di Scansano

Qualcuno ha scritto del Morellino come di un vino ‘dai sapori ricercati’. Bella sintesi, certo, ma espressione infelice perché, anche affrontata in modo letterario, non precisa molto del contenuto del bicchiere. ‘Ricercato’ è un termine adatto a definire il gusto in due direzioni: raffinato, come a significare che è raro trovarne qualche esemplare; oppure, come ‘cercato ripetutamente’ che, rispetto al gusto, menziona l’insistenza di chi intende replicare il piacere provato. Più che ricercato, forse, il Morellino è un vino trasversale o di congiunzione, con quella solida compostezza che lo lega a doppio filo alla potenzialità della sua gamma evolutiva e alla sua stratificata provenienza.

Come sempre zum Wohl… alla vera salute!

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